Quando ero ragazzina, la sceneggiata napoletana impazzava.
Non era una cosa di nicchia, non era folklore da cartolina: era pop puro.E il suo re aveva un nome preciso: Mario Merola.
Si ascoltava, si citava, si imitava.Si rideva.
E poi c’era quella frase — diventata un meme prima ancora che esistessero i meme:“’I stong carcerato e mamma more.”
Dramma. Tragedia. Eccesso.